PARENTE A BORDO SI O PARENTE A BORDO NO? Decide l’autista soccorritore! Facciamo chiarezza.

I pazienti solitamente sono soli sull’ambulanza. Mentre in alcuni casi avere un conguinto è obbligatorio (Pazienti minorenni), in altri è a discrezione dell’autista soccorritore decidere se far salire o meno una seconda persona a bordo. Da cosa dipende? Prima di tutto se l’assicurazione dell’autoveicolo NON HA la rinuncia alla rivalsa, un eventuale accompagnatore ferito durante il trasporto si potrebbe rivalere per eventuali danni subiti , in quanto tale persona non sarebbe connessa alla destinazione di uso delle attrezzature. Questa situazione sarebbe di contrasto alle decisioni mediche che deve prendere il genitore o tutore legale, in caso di minorenne o di persona soggetta a tutela legale perchè non in grado di intendere e volere. Se da un lato in caso di necessità (ad esempio: minore investito per strada senza genitori al seguito) il personale agisce in base all’art. 54 CP (stato di necessità) senza attendere l’arrivo dei genitori che devono SEMPRE essere avvisati, dall’altro il codice civile italiano OBBLIGA i genitori a seguire la salute dei figli e pertanto ogni decisione sulla Loro salute spetta sempre al GENITORE ( o al tutore legale) il quale deve essere informato su ogni atto che riguarda il figlio bisognoso di cure e pertanto tali decisioni devono essere prese anche a bordo del mezzo di soccorso durante l’accompagnamento in ospedale. Quindi il parente in questi casi deve salire in ambulanza, o – se non presente – essere avvisato prontamente.

Nei restanti casi è a discrezione dell’autista soccorritore, lui è il responsabile del mezzo di soccorso.

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